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“Non mi sentirete mai parlare di ‘Switzerland first'”

Ignazio Cassis
Ignazio Cassis è a capo del Dipartimento federale degli affari esteri dal 2017. Keystone / Jean-christophe Bott

Il ministro svizzero degli affari esteri Ignazio Cassis vuole rafforzare la consapevolezza che la Svizzera ha del proprio ruolo nel mondo. Nell'intervista a swissinfo.ch, il consigliere federale spiega perché la Svizzera dovrà agire sulla base di interessi chiaramente definiti.

swissinfo.ch: Lei conosce bene la psicologia del nostro Paese. Come intende rafforzare in futuro la consapevolezza che la Svizzera ha del suo ruolo nel mondo?

Ignazio Cassis: La questione non concerne il ‘come’, ma il ‘cosa’. Quali sono le chance e le opportunità che la Svizzera vuole cogliere nel mondo tra dieci anni? Dove ci porterà il viaggio? Questo include valori, una posizione e una visione. Vogliamo conoscere i motori dello sviluppo. Stiamo parlando di digitalizzazione, cambiamento climatico e flussi migratori. Ora dobbiamo concentrarci sulle sfide e soprattutto sulle opportunità che si prospettano per la Svizzera. Il ‘come’ verrà dopo.

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swissinfo.ch: La Svizzera non è una grande potenza, non fa parte dell’Europa e ha un ruolo geopolitico marginale​​​​​​​. Quando i grandi Stati chiamano, la Svizzera offre i suoi buoni uffici. La Svizzera non deve liberarsi da questo ruolo di opportunista?

I. C.: La Svizzera è stata piuttosto reattiva nel corso della sua storia. Ma ho parlato di una Svizzera guidata dalle opportunità. Opportunista significa qualcos’altro, è un termine con una connotazione negativa. E finora la Svizzera non si è comportata in questo modo, viviamo in un Paese molto bello.

Ma questo non è sufficiente. Non si può agire soltanto in maniera reattiva. Ora dobbiamo chiederci attivamente qual è il futuro che dovrebbero costruire il governo e i Cantoni. Per rispondere a questa domanda dobbiamo interrogarci su come sarà il mondo tra dieci anni. Sono considerazioni che abbiamo effettuato.

swissinfo.ch: Con quali punti di forza la Svizzera potrà affermarsi nella concorrenza globale di opinioni e dibattiti?

I.C.: I marchi globali sono stabilità, affidabilità, certezza del diritto, prevedibilità e neutralità. Questi sono i cinque punti più importanti che ci rendono affidabili nel mondo. Per questo motivo la Svizzera è spesso chiamata a svolgere un lavoro di mediazione tra Stati.

swissinfo.ch: Quali sono le sfide che la Svizzera dovrà affrontare tra dieci anni?

I. C.: Dobbiamo rafforzare il sistema multilaterale nel mondo. Un mondo che ha ora diverse potenze, tra cui la Cina, ma anche la Turchia, il Brasile, il Sudafrica e altri. Ci sono sempre più poli che vogliono esercitare il potere. La questione è di sapere come possiamo svolgere un ruolo in questa situazione, affinché non ci sia un’escalation violenta. La Svizzera, con la Ginevra internazionale, è attrezzata in modo ideale per svolgere un buon lavoro.

“La Svizzera, con la Ginevra internazionale, è attrezzata in modo ideale per svolgere un buon lavoro”

swissinfo.ch: La visione per la politica estera della Svizzera 2028, la cosiddetta AVIS28Collegamento esterno, illustra soprattutto i vantaggi per la Svizzera. Per Lei si tratta quindi di una ‘Switzerland first’?

I. C.: Non mi sentirete mai parlare di ‘Switzerland first’. [L’espressione] proviene dalla campagna elettorale negli Stati Uniti. ‘America first’ significa più della sua semplice traduzione. Ma ovviamente rappresento gli interessi della Svizzera. È il dovere di ogni consigliere federale. L’articolo 2 della Costituzione afferma chiaramente che è nostro compito salvaguardare la sicurezza del nostro Paese e promuovere la prosperità, anche nella politica estera.

Ciò è possibile grazie alle buone relazioni con gli altri Paesi e alla stabilità nel mondo. In questo senso, la politica estera è sempre una politica di difesa degli interessi, soprattutto in una democrazia diretta. La Svizzera è e rimane un Paese solidale e aperto al mondo. Valori e interessi non sono in contrasto. Sono interdipendenti e si sostengono a vicenda.

L’intervista a Ignazio Cassis è stata realizzata da Larissa M. Bieler, direttrice di swissinfo.ch, a margine del Congresso degli svizzeri all’estero, tenutosi a metà agosto a Montreux. Potete ascoltare l’intervista integrale (in tedesco) cliccando sul seguente filmato.

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Traduzione dal tedesco di Luigi Jorio

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