Massiccio sostegno della Quinta Svizzera all’imposizione individuale
I risultati delle votazioni di domenica tra gli svizzeri e le svizzere all’estero sono in gran parte allineati coi dati nazionali. Vi sono però due sfumature: la Legge federale sull’imposizione individuale è stata sostenuta in modo molto più significativo da chi è espatriato. Inoltre, la diaspora si è mostrata più indulgente nei confronti del fondo per il clima.
Domenica, il 54% dell’elettorato svizzero recatosi alle urne ha sostenuto la riforma dell’imposizione delle coppie sposate. In futuro, in Svizzera tutte le coppie saranno tassate individualmente, indipendentemente dal loro stato civile.
L’imposizione individuale ha ricevuto un sostegno ancora più netto da parte degli svizzeri e delle svizzere all’estero. Il progetto è stato approvato con oltre il 68% nei 12 cantoni che forniscono statistiche dettagliate sul voto della Quinta Svizzera.
Il “sì” supera ampiamente il 60% in ciascuno di questi cantoni, con l’eccezione di Uri (57%). Più del 72% delle espatriate e degli espatriati ginevrini ha iscritto un “sì” sulla scheda di voto.
Ciò potrebbe dipendere dal fatto che coloro che vivono all’estero sono più sensibili all’argomento dell’uguaglianza uomo-donna e che conoscono già forme d’imposizione individuale nei Paesi in cui risiedono.
Le persone espatriate avevano inoltre meno ragioni di temere le conseguenze concrete della riforma sulla propria situazione fiscale, mentre questi interrogativi hanno contribuito a far progredire il campo del “no” in Svizzera nel corso della campagna.
Un risultato onorevole per il fondo per il clima
Mentre a livello nazionale l’iniziativa per un fondo per il clima ha subito una netta battuta d’arresto – fermandosi al 29% dei consensi –, la diaspora le ha garantito un risultato più dignitoso, con oltre il 42% di “sì”. Nei Cantoni di Friburgo e Ginevra la quota sale rispettivamente al 46,5% e al 46%.
>> Leggete questo articolo per comprendere meglio i motivi del rifiuto dell’iniziativa sul fondo per il clima:
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Comportamento di voto tipico
I risultati su questi due oggetti rappresentano un esempio quasi emblematico del comportamento di voto degli svizzeri e delle svizzere all’estero, osserva Martina Mousson. La politologa dell’istituto gfs.bern ricorda che la diaspora, prevalentemente urbana, tende a votare in maniera più progressista e favorevole all’ecologia rispetto al resto della popolazione.
Alle urne il comportamento della Quinta Svizzera è spesso simile a quello che si registra nelle grandi città elvetiche. Questa volta ciò risulta particolarmente evidente per l’imposizione individuale e il fondo per il clima. A livello nazionale, la riforma della fiscalità delle coppie sposate ha ottenuto il 64% di “sì” nei grandi centri urbani – un valore vicino a quello della diaspora – contro solo il 44% nelle zone rurali, rileva la politologa.
La percentuale di approvazione del fondo per il clima tra la popolazione espatriata si avvicina anche a quella osservata nelle città, dove l’iniziativa ha ottenuto i suoi risultati migliori. Losanna, Friburgo e Berna sono praticamente le uniche città ad aver accettato l’iniziativa.
>> L’analisi di Martina Mousson sui risultati della votazione dell’8 marzo:
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Iniziativa SSR seccamente respinta
Sugli altri oggetti, il voto della Quinta Svizzera non si distingue da quello dell’insieme del Paese. La diaspora ha respinto l’iniziativa SSR, che mirava a ridurre il canone radio-TV, in modo leggermente più netto rispetto all’elettorato complessivo.
Il rifiuto più marcato è stato espresso dagli espatriati e dalle espatriate zurighesi, con quasi il 70% di “no”.
Per Martina Mousson, ci sono diverse piste per spiegare questo forte sostegno. “Il voto più orientato a sinistra e urbano lo spiega in parte, ma penso anche che chi vive all’estero sia ancora più legato alla SSR e all’informazione gratuita sulla Svizzera disponibile fuori dai confini nazionali”.
>> La nostra analisi sui risultati della votazione sull’iniziativa per ridurre il canone radiotelevisivo a 200 franchi:
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Un plebiscito per il controprogetto sul contante
Il voto della diaspora sul contante, sia sull’iniziativa popolare che sul controprogetto diretto del Consiglio federale, è quasi l’immagine speculare del voto nazionale. Come in patria, anche all’estero l’elettorato ha voluto inserire il principio della disponibilità di denaro contante nella Costituzione, così come ha preferito la via proposta dal controprogetto del Parlamento (approvato da quasi i tre quarti dell’elettorato).
La Quinta Svizzera, come il resto della popolazione, ha respinto l’iniziativa popolare con oltre il 54%.
Per Martina Mousson, questa somiglianza nei risultati dimostra che “il timore che un giorno il contante possa scomparire e l’idea che debba essere protetto sono condivisi anche all’estero”.
>> È quanto afferma anche l’antropologo e attivista sudafricano Brett Scott in questo articolo:
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Nessuna mobilitazione particolare della diaspora
A livello nazionale, la partecipazione è stata superiore alla media. Oltre il 55% dell’elettorato si è mobilitato, contro il 49% di media negli ultimi cinque anni. Il tasso di partecipazione è stato particolarmente elevato per l’iniziativa “200 franchi, bastano!” e per l’imposizione individuale.
Questi due oggetti toccavano ampie fasce della popolazione e hanno fatto da traino agli altri due.
La partecipazione dell’elettorato all’estero è rimasta invece esattamente nella media, a poco più del 23%, il che non sorprende Martina Mousson. “La partecipazione degli svizzeri e delle svizzere all’estero è generalmente stabile – probabilmente si tratta di uno zoccolo duro di persone che hanno l’abitudine consolidata di partecipare agli scrutini – e aumenta in modo significativo solo quando c’è un legame diretto con la Quinta Svizzera”.
Va inoltre segnalato che nel Cantone di Basilea Città un problema tecnico ha impedito il calcolo di oltre 2’000 voti elettronici degli Svizzeri all’estero.
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Articolo a cura di Katy Romy
Traduzione con il supporto dell’IA/mar
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