Oggi in Svizzera
Care svizzere e cari svizzeri all’estero,
se i servizi postali del vostro Paese di residenza lo consentono, dovreste ricevere presto il materiale di voto. Il primo sondaggio della Società svizzera di radiotelevisione (SSR) in vista delle votazioni del 27 settembre dà un’indicazione iniziale dei possibili risultati: l'iniziativa sulla neutralità fatica a convincere, mentre quella sull'alimentazione divide l'elettorato.
Chi vive all’estero, tuttavia, si distingue dalla cittadinanza residente in Svizzera, attraverso un sostegno più marcato al testo che intende promuovere la produzione e il consumo di alimenti di origine vegetale. Ma attenzione: la campagna è appena iniziata e i rapporti di forza possono ancora cambiare.
Buona lettura!
Il primo sondaggio della SSR sulle votazioni del 27 settembre evidenzia due tendenze: la maggioranza della popolazione svizzera respingerebbe l’iniziativa sulla neutralità, mentre i fronti del “sì” e del “no” sono testa a testa nella campagna sull’iniziativa sull’alimentazione, nonostante l’assenza del sostegno dei grandi partiti.
Il testo che chiede un ritorno a una concezione rigorosa della neutralità non convince. Il 54% delle persone intervistate dichiara di voler respingere la proposta, il 42% è favorevole e il 4% è indeciso, secondo il sondaggio. Tra le svizzere e gli svizzeri all’estero, i rapporti di forza sono pressoché identici.
“Si tratta di un dibattito tra diverse concezioni della neutralità”, riassume il politologo Lukas Golder. Poiché le iniziative tendono a perdere consensi nel corso della campagna, secondo gfs.bern lo scenario più probabile è che il testo venga respinto il 27 settembre.
La sorpresa di questo sondaggio riguarda l’iniziativa sull’alimentazione: sebbene non sia sostenuta da nessun grande partito, il campo contrario e quello favorevole sono a pari merito. Il 49% dell’elettorato si dichiara contrario all’iniziativa, mentre il 47% la sostiene. Le persone indecise rappresentano il 4%. La Quinta Svizzera si mostra tuttavia più favorevole: il 58% dichiara di voler sostenere il testo.
“Dopo un’estate calda e secca, l’idea di preservare le risorse idriche suscita una certa simpatia”, osserva Lukas Golder. A suo avviso, il prosieguo della campagna metterà maggiormente in luce i punti deboli del testo e potrebbe innescare una dinamica che potrebbe portare alla bocciatura dell’iniziativa il 27 settembre.
Cinque persone risultano disperse dopo un violento incendio che ha devastato un edificio con un ristorante e alcuni appartamenti a Thusis, nei Grigioni. Otto persone sono inoltre rimaste ferite, due delle quali gravemente, ha comunicato la polizia cantonale.
Le ricerche delle cinque persone disperse dopo l’incendio scoppiato nella notte tra giovedì e venerdì a Thusis potrebbero durare ancora diversi giorni. Poiché la tromba delle scale è crollata durante il rogo, il tetto deve essere demolito strato dopo strato per consentire agli inquirenti di entrare nell’edificio. Se venissero rinvenuti resti umani, sarebbe necessario prelevare innanzitutto campioni di DNA e successivamente confrontarli.
Nello stabile vivevano soprattutto persone sole di diverse nazionalità, in piccoli monolocali. Quattordici sono riuscite a mettersi in salvo. Otto, tuttavia, sono rimaste ferite, due delle quali gravemente. Hanno ricevuto le cure di emergenza dalle squadre di soccorso a terra e da un’équipe della Rega, per poi essere trasportate negli ospedali della regione.
La causa dell’incendio resta sconosciuta. I primi accertamenti indicano che le fiamme si sono sviluppate al secondo piano dell’edificio. Un collegamento con i temporali della notte precedente appare tuttavia poco probabile. Un centinaio di membri dei servizi di soccorso sono intervenuti sul posto per tutta la notte.
Soffia un vento di contestazione sull’Organizzazione degli svizzeri all’estero (OSE). Durante la prima giornata degli SwissCommunity Days, attualmente in corso a Brunnen, nella Svizzera centrale, diverse delegate e delegati hanno criticato le priorità dell’organizzazione.
I toni si sono accesi sulle rive del Lago dei Quattro Cantoni quando alcuni delegati hanno chiesto di fissare obiettivi misurabili per ciascuno degli assi programmatici della legislatura del Parlamento della Quinta Svizzera. Daniel Hunziker, direttore dell’OSE, ha tuttavia ritenuto irrealistico definire simili indicatori di performance. A suo avviso, l’organizzazione non dispone delle risorse necessarie per raggiungerli.
Anche il grado di partecipazione alla piattaforma di scambio SwissCommunity è stato al centro del dibattito. Delegati e delegate hanno avanzato diverse proposte per aumentare il coinvolgimento dell’utenza, tra cui contenuti più interessanti, una maggiore visibilità degli SwissCommunity Days e il ricorso a influencer. Sono state inoltre sollevate alcune difficoltà tecniche legate all’applicazione.
Le persone presenti hanno inoltre partecipato a un workshop sulle finanze dell’OSE. Le discussioni si sono concentrate sui modi per generare entrate supplementari in vista di una possibile riduzione dei sussidi pubblici destinati all’organizzazione. Tra le soluzioni proposte figurano sponsorizzazioni, pubblicità, eventi di beneficenza o di networking, crowdfunding e collaborazioni con aziende.
Sofia per le bambine e Noah per i bambini. Sono i nomi più scelti in Svizzera nel 2025, rivela oggi l’Ufficio federale di statistica (UST).
Terza lo scorso anno, Sofia scalza ora Emma e Mia. Da diversi anni, questo trio occupa i primi posti tra i nomi femminili più popolari nel Paese. Tra i maschi, Noah resta invece imbattibile: dal 2010 ha conquistato per 12 volte il podio. Come negli anni precedenti, Liam si piazza al secondo posto, mentre Gabriel si aggiudica il bronzo.
Liyana tra le bambine e Arno tra i bambini sono i nomi che hanno guadagnato più posizioni, secondo l’UST. Al contrario, Linda e Milan sono quelli che ne hanno perse di più. Tra le novità, Mina e Maleo entrano nella top 100 dei nomi scelti lo scorso anno.
Per quanto riguarda i cognomi, Müller resta nettamente al primo posto con 52’674 persone, davanti a Meier (32’284) e Schmid (30’134). È tuttavia interessante notare che i Müller rappresentano appena lo 0,6% della popolazione complessiva. Un dato che testimonia la “considerevole” varietà di cognomi nel Paese, sottolinea l’UST.
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative