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Inflazione si conferma in aumento in Svizzera, in febbraio al 3,4%

La vita sta diventando più cara in Svizzera. KEYSTONE/GAETAN BALLY sda-ats

(Keystone-ATS) Si conferma in aumento l’inflazione in Svizzera, seppur lievemente: in febbraio la crescita dei prezzi su base annua si è attestata al +3,4%, a fronte del +3,3% di gennaio, che seguiva il +2,8% di dicembre.

Stando ai dati pubblicati oggi dall’Ufficio federale di statistica (UST), nel secondo mese del 2023 l’indice dei prezzi al consumo si è attestato a 105,8 punti. La progressione rispetto a gennaio è stata dello 0,7%, un dato sensibilmente superiore alle attese: gli analisti interpellati dall’agenzia Awp scommettevano su valori compresi fra +0,3% e +0,4%.

Secondo gli esperti dell’UST, l’incremento mensile dei prezzi è riconducibile a vari fattori, tra cui l’aumento del costo dei trasporti aerei, dei viaggi forfetari e delle prestazioni del settore paralberghiero. Sono diventate più care anche le pigioni e la benzina. In flessione risultato per contro i prezzi dell’olio da riscaldamento e delle automobili nuove.

Negativa ancora sino al marzo 2021, l’inflazione è salita sensibilmente in Svizzera, arrivando a toccare un picco del 3,5% nell’agosto 2022, per poi tornare a calare lievemente e chiudere l’anno scorso con un dato (medio) del 2,8%, il massimo da 30 anni. Ora è tornata a marciare verso l’alto, in particolare in gennaio, sulla scia del rincaro delle tariffe dell’elettricità.

Come noto l’indicatore rimane peraltro ancora nettamente inferiore a quello osservato in altri paesi. A titolo d’esempio il principale partner commerciale elvetico, la Germania, ha visto l’inflazione rimanere ferma all’8,7% in gennaio, mentre in Italia la crescita dei prezzi si è attestata al 9,2%. Per avere il dato degli Stati Uniti bisognerà attendere il 14 marzo: in gennaio era del 6,4%.

Passando ai dettagli relativi all’inflazione elvetica di febbraio, nel confronto con gennaio i prezzi dei prodotti indigeni sono saliti dello 0,6%, quelli dei prodotti importati dell’1,1%. Su base annua i primi segnano +2,9%, i secondi +4,9%. Lo zoccolo dell’inflazione – che nella definizione dell’UST è il rincaro totale senza quello concernente prodotti freschi e stagionali, energia e carburanti – mostra variazioni rispettivamente del +0,8% (mese) e +2,4% (anno).

L’UST calcola anche un indice dei prezzi al consumo armonizzato (IPCA), misurato con la metodologia in uso nell’Unione europea, con l’obiettivo di raffrontare i dati elvetici con quelli delle nazioni comunitarie. Visto da questa prospettiva febbraio presenta un rincaro di +0,5% (mese) e di +3,2% (anno).

Come noto l’efficacia dell’indice dei prezzi al consumo nell’illustrare il costo della vita percepito dai consumatori è peraltro spesso al centro di grandi discussioni. Questo è particolarmente vero in Svizzera perché, per motivi metodologici, il tasso calcolato dai funzionari di Neuchâtel non comprende i premi dell’assicurazione malattia di base, un punto di spesa che è spesso in forte progressione nei bilanci delle famiglie elvetiche.

Il rincaro stabilito dall’UST ha una grande importanza in vari ambiti: dalle negoziazioni salariali agli affitti, passando per la fissazione degli alimenti nell’ambito dei divorzi.

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